Tutelare un figlio con disabilità grave, anche dopo di noi
Il trust Dopo di Noi è il trust istituito a favore di una persona con disabilità grave ai sensi dell'art. 3, comma 3, della L. 104/1992. Se rispetta i requisiti dell'art. 6 della L. 112/2016, i beni conferiti sono esenti dall'imposta sulle successioni e donazioni e le imposte d'atto si applicano in misura fissa.
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In sintesi
- La L. 112/2016 agevola tre strumenti: trust, vincolo di destinazione ex art. 2645-ter c.c. e contratto di affidamento fiduciario.
- L'esenzione fiscale richiede requisiti stringenti: atto pubblico, finalità esclusiva di inclusione, cura e assistenza, beneficiari esclusivi, progetto di vita, rendicontazione.
- La mancanza dei requisiti non rende invalido il trust: ne cambia radicalmente il costo fiscale, perché si applicano le regole ordinarie.
- Il trust può essere "dormiente": istituito oggi, si dota con polizze e lasciti, e si attiva quando i genitori non ci saranno più.
- Il guardiano è particolarmente importante in questa tipologia: vigila sulla realizzazione del progetto di vita.
I tre strumenti della legge Dopo di Noi
La L. 22 giugno 2016, n. 112 favorisce il benessere e la piena inclusione delle persone con disabilità grave attraverso strumenti privatistici di destinazione patrimoniale: il trust, il vincolo di destinazione ex art. 2645-ter c.c. e i fondi speciali disciplinati da contratto di affidamento fiduciario. Tutti condividono lo stesso perimetro di agevolazioni fiscali e gli stessi requisiti formali e sostanziali.
Il trust è lo strumento più completo: consente di affidare la gestione a un trustee professionale, di regolare le distribuzioni nel tempo e di vincolare il patrimonio alla realizzazione di un progetto di vita definito oggi dai genitori.
I requisiti dell'art. 6 L. 112/2016
| Requisito | Contenuto |
|---|---|
| **Forma** | Atto pubblico (notaio). |
| **Finalità esclusiva** | Inclusione sociale, cura e assistenza delle persone con disabilità grave; indicata espressamente nell'atto istitutivo. |
| **Beneficiari** | Esclusivamente le persone con disabilità grave ex art. 3, comma 3, L. 104/1992. |
| **Soggetti e ruoli** | Identificazione chiara e univoca dei soggetti coinvolti e dei rispettivi ruoli. |
| **Progetto di vita** | Descrizione dei bisogni e delle attività assistenziali necessarie, incluse quelle per ridurre il rischio di istituzionalizzazione. |
| **Obblighi e rendicontazione** | Obblighi del trustee e modalità di rendicontazione a tutela dei diritti del beneficiario. |
| **Controllo** | Individuazione del soggetto preposto al controllo, individuabile per tutta la durata (guardiano). |
| **Durata e residuo** | Termine finale coincidente con la morte della persona con disabilità grave; indicazione della destinazione del patrimonio residuo. |
| **Destinazione dei beni** | Beni destinati esclusivamente alla realizzazione delle finalità assistenziali. |
La disabilità grave va accertata ai sensi dell'art. 3, comma 3, e dell'art. 4 della L. 104/1992.
Le agevolazioni fiscali
- Esenzione dall'imposta sulle successioni e donazioni per i beni conferiti in trust (art. 6, comma 1, L. 112/2016), a prescindere dal rapporto tra disponente e beneficiario e dal valore dei beni.
- Imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa (200 euro ciascuna) sui trasferimenti di beni in favore del trust.
- Esenzione dall'imposta di bollo per gli atti e i documenti posti in essere o richiesti dal trust.
- Esenzione IRPEF sui redditi derivanti dai beni vincolati in trust.
- Detrazione IRPEF del 19% sui premi delle polizze vita stipulate a tutela delle persone con disabilità grave, nel limite di 750 euro annui.
Cosa succede se i requisiti mancano
Un punto che molti omettono: la mancanza dei requisiti dell'art. 6 non rende invalido il trust. Un trust a favore di una persona con disabilità che non rispetta i requisiti resta pienamente efficace come strumento di tutela: semplicemente non gode delle esenzioni, e si applicano le regole ordinarie della tassazione del trust (art. 4-bis del D.Lgs. 346/1990).
La differenza di costo è radicale: esenzione totale contro aliquote del 4%, 6% o 8% con franchigie da 1.000.000 a zero. Per questo la redazione dell'atto con i requisiti corretti è il punto dove la competenza tecnica vale di più.
Il trust "dormiente"
Nella prassi molti trust Dopo di Noi nascono dormienti: istituiti oggi con un patrimonio minimo, si dotano progressivamente attraverso polizze vita (di cui il trust è beneficiario), lasciti testamentari e conferimenti di altri familiari. Il trust è pronto e regolato: si attiva pienamente quando i genitori non ci saranno più.
Il costo di questa soluzione va valutato con attenzione: anche un trust dormiente è tenuto agli adempimenti dichiarativi fin dalla costituzione. Il tema è discusso nella pagina quanto costa un trust.
Il ruolo del guardiano
In questa tipologia il guardiano è più che opportuno: vigila che il trustee realizzi davvero il progetto di vita, autorizza gli atti più importanti, può essere il punto di riferimento del beneficiario. La legge richiede che il soggetto preposto al controllo sia individuabile per tutta la durata del trust; nella prassi può coincidere con l'amministratore di sostegno.
Errori da evitare
- Redigere l'atto senza i requisiti dell'art. 6 e scoprire dopo che le esenzioni non si applicano: il costo fiscale cambia radicalmente.
- Non indicare la destinazione del patrimonio residuo alla morte del beneficiario: è un requisito, non una clausola accessoria.
- Non prevedere la sostituzione del trustee: in un trust che dura decenni, il trustee cambierà.
- Considerare il trust un sostituto dell'amministrazione di sostegno: sono strumenti complementari.
Domande frequenti
Chi può essere beneficiario di un trust Dopo di Noi?
Le persone con disabilità grave ai sensi dell'art. 3, comma 3, della L. 104/1992, accertata ai sensi dell'art. 4 della stessa legge. Le agevolazioni richiedono che il beneficiario sia esclusivo.
I beni nel trust Dopo di Noi sono al riparo dai creditori?
I beni segregati sono separati dal patrimonio del disponente, del trustee e del beneficiario e non sono aggredibili dai rispettivi creditori personali. Restano i limiti generali: il conferimento non deve pregiudicare creditori già esistenti del disponente.
Quanto costa un trust Dopo di Noi?
Costi di istituzione (onorari legali, atto notarile, imposte fisse) e costi di gestione annua (trustee, adempimenti). Le esenzioni fiscali della L. 112/2016 riducono il carico tributario, non i costi professionali. Le forbici indicative sono nella pagina [quanto costa un trust](/costi-trust/).
Cosa succede alla morte del beneficiario?
Il trust termina e il patrimonio residuo segue la destinazione indicata nell'atto istitutivo (requisito obbligatorio). Il trasferimento ai destinatari finali sconta le imposte ordinarie secondo il rapporto tra disponente e destinatari, salvo i casi di ritorno al disponente o di destinazione a favore di altre persone con disabilità o enti del Terzo settore.
Il trust Dopo di Noi sostituisce il testamento?
No: il testamento può dotare il trust di ulteriori beni e regolare ciò che resta fuori dal trust. I due strumenti vanno coordinati.
Riferimenti normativi
A cura di Marzo Associati — Studio Legale e Tributario
Pubblicato il · Ultima verifica editoriale 2026-09-05
Contenuti informativi, non consulenza. Aggiornato al 2026-09-05.
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