Q&A · Le domande reali
Le domande che ci fate davvero
Questa pagina raccoglie le domande che riceviamo più spesso, con risposte brevi e il collegamento all'approfondimento completo. Ogni risposta è firmata da un professionista dello studio, con data di aggiornamento.
Il trust è riconosciuto in Italia?
Sì: in forza della Convenzione dell'Aja del 1985, ratificata con L. 364/1989, i trust regolati da una legge straniera sono riconosciuti e producono effetti in Italia, nel rispetto delle norme imperative italiane.
Quanto costa un trust?
Indicativamente da 5.000 a 15.000 euro per l'istituzione e da 1.500 a 8.000 euro l'anno per la gestione, secondo complessità. Sotto i 250.000–300.000 euro di patrimonio con esigenze semplici, il trust non è di norma economicamente sensato.
Il trust protegge dai creditori?
Protegge dai creditori successivi all'apporto, a condizione che la struttura sia genuina. Verso i creditori anteriori non produce effetti utili ed è esposto all'azione revocatoria.
Come viene tassato un trust dopo il D.Lgs. 139/2024?
In via ordinaria l'imposta sulle successioni e donazioni si applica in uscita, al trasferimento dei beni ai beneficiari, salva l'opzione per la tassazione in entrata al conferimento (art. 4-bis del D.Lgs. 346/1990).
Il trust può escludere un figlio dall'eredità?
No: il figlio è legittimario. Il trust opera sulla quota disponibile e non elude la legittima; altrimenti i legittimari agiscono in riduzione.
Un trust si può fare se ho già debiti?
In generale no: verso i creditori esistenti la segregazione non produce effetti, e l'atto è esposto alla revocatoria. La protezione va istituita prima che il rischio sorga.
Aggiornato al 2026-09-05 · Risposte a cura di Marzo Associati
Contenuti informativi, non consulenza. Aggiornato al 2026-09-05.