La legge regolatrice: come si sceglie
Il trust italiano non ha una legge interna di riferimento: l'Italia ha ratificato la Convenzione dell'Aja del 1985, che obbliga a riconoscere i trust regolati da una legge straniera, ma non ha una disciplina interna del trust. La scelta della legge regolatrice decide punti essenziali: durata, revocabilità, poteri del trustee, diritti dei beneficiari, trasferibilità dei beni.
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In sintesi
- Il trust in Italia si regola con una legge straniera scelta dal disponente.
- Le giurisdizioni più utilizzate: San Marino, Malta, Inghilterra, Jersey, Guernsey, e altre.
- La legge regolatrice disciplina la struttura; le formalità sui beni seguono la legge italiana del luogo.
- La scelta va fatta in funzione degli obiettivi: governance, durata, riservatezza, affidabilità della giurisdizione.
- Non è una scelta di "paradiso fiscale": è la scelta della disciplina applicabile al rapporto.
Perché serve una legge straniera
L'Italia ha aderito alla Convenzione dell'Aja del 1° luglio 1985 con la L. 364/1989, che obbliga a riconoscere i trust regolati da una legge straniera, ma non ha una disciplina interna del trust. Il disponente sceglie quindi la legge regolatrice tra gli ordinamenti che disciplinano l'istituto. La scelta determina come funziona il trust: chi può essere trustee, come si trasferiscono i beni, quali poteri ha il guardiano, cosa succede alla scadenza.
I criteri di scelta
- Obiettivi del trust: la legge deve consentire la struttura desiderata (es. trust di scopo, durata, irrevocabilità).
- Affidabilità della giurisdizione: stabilità, giurisprudenza consolidata, professionisti qualificati.
- Regime fiscale della giurisdizione: rilevante per i beni ivi situati, non per i beni in Italia.
- Costi e operatività: facilità di gestione, lingua, rapporti con i professionisti locali.
- Compatibilità con i beni conferiti: la legge regolatrice governa il rapporto, ma le formalità sui beni italiani seguono la legge italiana.
I limiti della Convenzione dell'Aja
La Convenzione consente allo Stato di applicare le proprie norme imperative anche al trust regolato da legge straniera: norme fiscali, successorie (legittima), di protezione dei creditori, sui beni immobili. La scelta della legge regolatrice non consente di eludere le norme inderogabili italiane: è il confine che ogni struttura corretta rispetta.
Errori da evitare
- Scegliere la giurisdizione "di moda" senza verificare che supporti la struttura desiderata.
- Credere che la legge straniera escluda la legittima o le norme fiscali italiane: le norme imperative prevalgono.
- Ignorare che le formalità sugli immobili italiani seguono la legge italiana.
- Non coordinare la legge regolatrice con il trustee scelto e la sua operatività.
Domande frequenti
Qual è la migliore legge regolatrice per un trust italiano?
Non esiste una risposta unica: dipende dagli obiettivi. San Marino e Malta sono frequenti per prossimità e familiarità; le giurisdizioni anglosassoni per strutture più sofisticate. La scelta va motivata sul caso concreto.
La scelta della legge regolatrice incide sulle imposte italiane?
Non di per sé: i beni situati in Italia seguono le imposte italiane. La giurisdizione rileva per i beni ivi situati e per il funzionamento della struttura.
Si può cambiare la legge regolatrice?
In alcuni ordinamenti sì, con un cambio di legge regolatrice (migrazione del trust), se consentito dall'atto istitutivo e dalla legge di partenza e di arrivo. È un'operazione delicata, da valutare con professionisti di entrambe le giurisdizioni.
Riferimenti normativi
A cura di Marzo Associati — Studio Legale e Tributario
Pubblicato il · Ultima verifica editoriale 2026-09-05
Contenuti informativi, non consulenza. Aggiornato al 2026-09-05.
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