Trasmettere l'azienda senza spaccare la famiglia
Il passaggio generazionale fallisce più spesso per conflitti tra eredi che per problemi fiscali. Il trust consente di separare la proprietà delle partecipazioni dalla loro gestione: le quote confluiscono in un patrimonio destinato, governato da regole scritte oggi, e la generazione successiva non può disperderle o frammentarle.
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In sintesi
- Il trust è uno strumento di *governance* prima che fiscale: fissa oggi le regole che varranno quando il fondatore non ci sarà più.
- Evita la frammentazione delle quote tra eredi e la paralisi delle decisioni.
- Va confrontato con il patto di famiglia (artt. 768-bis ss. c.c.) e con la holding familiare.
- La quota di legittima non si può eludere: il trust deve rispettarla o i legittimari potranno agire in riduzione.
- Il trasferimento delle quote al trust deve rispettare eventuali clausole statutarie di gradimento e prelazione.
Perché il passaggio generazionale fallisce
Le statistiche di settore sono costanti: una quota elevatissima di imprese familiari non arriva alla terza generazione, e la causa prevalente non è fiscale ma relazionale: eredi che non condividono la gestione, quote frammentate tra più rami, coniugi e nuovi nuclei che rivendicano ruoli, incapacità di gestione di chi eredita.
Il trust interviene proprio su questo piano. Le partecipazioni conferite in trust non entrano nella successione: restano in un patrimonio separato, amministrato dal trustee secondo regole scritte oggi dal fondatore. Si può decidere chi amministra, chi riceve i dividendi, chi ha diritto di voto, per quanto tempo e a quali condizioni.
Come si struttura
- Conferimento delle quote. Le partecipazioni di controllo confluiscono nel fondo in trust; il fondatore può restare trustee o riservarsi ruoli di indirizzo.
- Regole di governance. L'atto istitutivo disciplina l'esercizio del voto in assemblea, la scelta degli amministratori, i dividendi.
- Beneficiari. I familiari, con posizioni eventualmente differenziate: chi lavora in azienda e chi no.
- Guardiano. Una figura di controllo, spesso un professionista, che vigila sul rispetto delle regole.
- Durata. Fino al consolidamento della generazione successiva o per un periodo definito.
Le clausole statutarie vanno verificate prima del conferimento: prelazione, gradimento, divieti di trasferimento possono condizionare l'operazione.
Trust, patto di famiglia o holding?
| Strumento | Punto di forza | Limite principale | Quando sceglierlo |
|---|---|---|---|
| **Trust** | Governance scritta oggi, vincolante nel tempo; evita la frammentazione | Costi di istituzione e gestione; richiede spossessamento reale | Famiglie numerose, quote da proteggere, eredi da graduare |
| **Patto di famiglia** (artt. 768-bis ss. c.c.) | Contratto con i legittimari: stabilità successoria, fiscalità agevolata | Richiede l'accordo di tutti i legittimari; non governa il dopo | Un erede designato, accordo familiare già raggiunto |
| **Holding familiare** | Strumento societario noto, flessibile, meno costoso | Non isola le quote dai creditori dei soci; richiede disciplina statutaria | Più rami familiari che vogliono restare soci |
Fiscalità del conferimento
Il conferimento di partecipazioni in trust sconta, dopo il D.Lgs. 139/2024, l'imposta di registro in misura fissa in via ordinaria: l'imposta sulle successioni e donazioni si applica all'attribuzione finale ai beneficiari, salva l'opzione per la tassazione in entrata. Se i beneficiari sono i discendenti, al momento dell'attribuzione si applica l'aliquota del 4% con franchigia di 1.000.000 di euro per ciascun beneficiario (art. 7 e art. 56 del D.Lgs. 346/1990).
Il patto di famiglia gode di un'esenzione specifica dall'imposta sulle successioni e donazioni quando sussistono le condizioni dell'art. 3, comma 4-ter, del D.Lgs. 346/1990. Il confronto tra i regimi è materia di valutazione caso per caso.
Il ruolo della legittima
Il trust non aggira le quote riservate ai legittimari (artt. 536 ss. c.c.). Se il conferimento lede la legittima, i legittimari possono esperire l'azione di riduzione contro i beneficiari del trust. Una progettazione corretta tiene conto delle quote fin dall'inizio: la pagina su trust e legittima spiega i confini.
Errori da evitare
- Conferire le quote senza verificare clausole statutarie di gradimento o prelazione.
- Ignorare la quota di legittima degli altri figli: l'azione di riduzione può colpire il trust anni dopo.
- Tenere in trust le quote ma continuare a esercitare il controllo senza regole scritte: è il caso tipico dello sham trust.
- Trascurare il progetto di formazione della generazione successiva: il trust governa, non sostituisce la preparazione di chi eredita.
Domande frequenti
Il trust sostituisce il testamento per l'azienda?
Sì e no. Il trust agisce in vita e sottrae le quote alla successione, con regole di gestione già vincolanti. Il testamento resta utile per la parte di patrimonio che non si vuole o non si può conferire. I due strumenti si integrano, non si escludono.
Chi comanda l'azienda se le quote sono in trust?
Chi stabilisce l'atto istitutivo. Il diritto di voto può restare in capo al trustee, essere riservato a un familiare o esercitato secondo indicazioni scritte. La flessibilità è il punto di forza dello strumento, ma richiede regole chiare: i conflitti nascono dalle ambiguità.
Il trust conviene rispetto a una semplice donazione?
La donazione trasferisce oggi e in modo definitivo: semplice, ma perde ogni controllo sul dopo. Il trust mantiene il controllo delle regole. Il confronto è nella pagina [trust o donazione](/confronti/trust-o-donazione/).
Si può istituire un trust se i figli non sono d'accordo?
Sì, il trust non richiede il consenso dei beneficiari. Ma se lede la legittima, i figli potranno agire in riduzione. La trasparenza verso la famiglia resta, nella nostra esperienza, il modo migliore per far funzionare la struttura nel tempo.
Riferimenti normativi
A cura di Marzo Associati — Studio Legale e Tributario
Pubblicato il · Ultima verifica editoriale 2026-09-05
Contenuti informativi, non consulenza. Aggiornato al 2026-09-05.
Il passaggio generazionale si progetta in anni, non in mesi. Un contatto con lo studio permette di capire quale strumento è pertinente alla tua impresa e alla tua famiglia.
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