La letter of wishes: come si scrive e perché conta
La letter of wishes non vincola il trustee come l'atto istitutivo, ma lo guida nelle scelte discrezionali: distribuzioni, investimenti, rapporti con i beneficiari. Scritta bene, evita che il trustee debba indovinare le intenzioni del disponente; scritta male, diventa fonte di ambiguità e conflitti.
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In sintesi
- Non è una clausola, ma un'espressione di volontà che orienta la discrezionalità del trustee.
- È preziosa nei trust discrezionali e nei trust lunghi, dove le circostanze cambieranno.
- Va aggiornata nel tempo, seguendo le regole dell'atto istitutivo.
- Non deve contraddire l'atto: in caso di contrasto, prevale l'atto.
Cosa può contenere
- Criteri di distribuzione: educazione, salute, avvio professionale dei beneficiari.
- Preferenze di investimento e tolleranza al rischio.
- Indicazioni sui rapporti familiari e sulle intenzioni non trasferibili in clausole rigide.
- Cosa fare in scenari imprevisti (malattia, rotture, nuove nascite).
Cosa non deve fare
Non deve contraddire l'atto istitutivo, non deve imporre obblighi che solo l'atto può contenere, e non deve trasformarsi in un "testamento parallelo". La sua forza è la flessibilità: se diventa rigida, diventa inutile o dannosa.
Errori da evitare
- Scrivere una letter of wishes che contraddice l'atto.
- Dimenticare di aggiornarla: le intenzioni cambiano, la lettera va rivista.
- Credere che sia vincolante come una clausola.
Domande frequenti
La letter of wishes è obbligatoria?
No, ma è fortemente consigliata nei trust discrezionali: traduce le intenzioni in indicazioni operative per il trustee.
Riferimenti normativi
A cura di Marzo Associati — Studio Legale e Tributario
Pubblicato il · Ultima verifica editoriale 2026-09-05
Contenuti informativi, non consulenza. Aggiornato al 2026-09-05.
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